Giornalista Antifascista.

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sabato 5 settembre 2015

U R Safe

You are Safe.

3 parole che mi fanno venire i brividi.

La città di Vienna le scrive ai rifugiati, le stesse parole, mi racconta un sopravvissuto, dissero i soldati americani liberando i campi.

You are safe. Buena Suerte!

mercoledì 2 settembre 2015

Fuori del coro ...



Posso essere, come spesso succede, fuori dal coro?

Allo scandalo di molti, che s'indignano perché la polizia ceca scrive con un pennarello il numero di treno e di vagone sulle braccia dei migranti, rispondo che è una pratica comune in situazione di emergenza, una delle prime cose che si imparano in caso di triage sia con la Protezione Civile che con le FFAA.

Invece di scandalizzarvi per il segno col pennarello, evocando i campi, incazzatevi perché alle stesse persone sembra sia stato ritirato il biglietto regolarmente acquistato e sia stato loro impedito di proseguire il viaggio, spesso portandole in commissariati incerti e lasciandoli al buio sul proprio futuro.

Certo, se avessero dato loro un documento, un bel badge, magari col portabadge fico, sarebbe stato meglio. Ma sarebbe ancora meglio se dessero loro viveri, un documento per circolare nell'Unione, un'accoglienza decente.

Il pennarello si cancella con un po' di saliva, gli sputi, spesso, sono indelebili ...

giovedì 23 luglio 2015

Breviario immigrazione

Secondo Unhcr più della metà dei profughi arrivati in Europa dal Mar Mediterraneo proviene da Siria e Eritrea.
Risultati immagini per Unhcr

Nel nostro Paese nel 2014 sono arrivati più di 170 mila profughi,di cui 40 mila siriani, e più di 33 mila eritrei secondo i dati di Frontex.

Numeri triplicati rispetto all’anno scorso. A marzo del 2015 invece i siriani non erano più tra i primi tre gruppi di provenienza dei profughi. Al primo posto ci sono migranti dal Gambia, poi da Somalia e Senegal.

Per chi non volesse semplicemente limitarsi a sparare a zero sui "clandestini", ma tentasse di capire perchè, ecco una rapida rassegna stampa - rigorosamente bipartisan - sulla situazione di quesi paesi. E dopo aver letto, cominciate a riflettere ...

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2015/07/22/gambia-la-fuga-di-massa-dal-paese-dove-regna-il-terrore/

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_in_Somalia

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lorrore-inarrestabile-somalia-deriva-1152098.html

http://www.thepostinternazionale.it/mondo/senegal/il-viaggio-di-un-immigrato

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-06-16/perche-tutti-scappano-dall-eritrea-131314.shtml?uuid=ACjrFSB

http://www.lastampa.it/2015/07/23/esteri/la-siria-il-paese-pi-pericoloso

martedì 7 luglio 2015

Abuk


Abuk é avvocato.

Non sa nemmeno lui come ci è riuscito.

É nato durante la prima guerra del Sudan, i genitori sono morti ed è cresciuto in una specie di campo profughi. La scuola nel campo e poi la seconda guerra del Sudan. 


Era bravo a scuola e ha imparato il francese chiacchierando con un medico di MSF. Voleva trovare il modo di far rispettare i diritti dei bambini come lui, visto che i suoi nessuno li aveva rispettati. Lo hanno aiutato racconta, in Congo ha potuto fare l'università lavorando la notte e dormendo e studiando dove e quando poteva.

E poi è tornato a casa.
Ma è di etnia Nuer. É ha dovuto partire. Ha pagato 5000 dollari ed è arrivato in Italia. I 5000 dollari, ovviamente, non li ha pagati lui, se li è fatti anticipare. Dai trafficanti.

Abuk voleva venire in Belgio, ma prima deve ripagare il viaggio. Ha già fatto di tutto in Italia, dall'agricoltore al manovale nei cantieri. D'estate, è la seconda ormai, vende - o almeno ci prova - roba taroccata al mare.

"Guadagno qualcosa di più che nei cantieri", racconta "e forse a fine stagione mi ridaranno il passaporto e potrò andare in Belgio a fare l'avvocato".

Abuk é cattolico, laureato, parla 3 lingue ed un paio di dialetti locali.

Abuk è avvocato, ma ad Alassio non può andare, perché essendo clandestino non ha un certificato medico.

mercoledì 1 luglio 2015

Profughi e turisti


“Alassio è una città turistica, fatta per accogliere turisti. Se il Governo vuole perseverare in questa deriva devastante per il territorio e per gli enti locali, allora chi di dovere si attrezzi per dare adeguata ospitalità ai clandestini nella propria abitazione” dichiara, secondo la stampa, il sindaco di Alassio Enzo Canepa. 

 Sono stato Alassino, ho abitato, studiato, lavorato e sono cresciuto in quella bellissima città. E' la prima volta che sono contento di non abitarci più. 


 Signor Sindaco, con il pieno rispetto per la carica che lei ricopre, democraticamente eletto, se la stampa ha correttamente riportato le sue dichiarazioni: si vergogni! 


 8. Otto persone che hanno rischiato la loro vita fuggendo da realtà che nemmeno lontanamente si possono immaginare.


Non 108, 1008 e nemmeno 18. Ben 8 profughi erano destinati ad Alassio apprendo dalla stampa.

Sono sicuro che i Partigiani a cui Alassio ha intitolato tante strade si staranno chiedendo cosa è successo al loro paese. 

"Una città fatta per accogliere i turisti"?


Ma per piacere..., nonostante gli sforzi di tanti, tanti commercianti, albergatori, imprenditori, Alassio non è più una città per "accogliere". Ormai ci vengo da turista (da oltre 20 anni, ovvero da quando sono emigrato perchè ad Alassio non trovavo lavoro!) e nonostante conservi un occhio di riguardo sulla città che mi ha visto crescere le assicuro, Signor Sindaco, che le città turistiche che "accolgono" hanno caratteristiche diverse ...

Dubito fortemente che sarebbero gli 8 (otto) sfollati che impedirebbero ad Alassio di "accogliere" i turisti.

Quanto all'infelice affermazione su chi dovrebbe accogliere i profughi "nella propria abitazione" la considero una caduta di stile indegna. Magari non ha ancora avuto occasione di accorgersene, ma anche il Sindaco fa parte degli organi amministrativi della Repubblica Italiana.

E' un po' troppo comodo piangere con l'amministrazione centrale quando si hanno dei problemi e poi fare gli indipendentisti quando potrebbe (e non concordo) convenire ...